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martedì 9 febbraio 2016

Sempre colpa della Russia

Non passa giorno che Europa e USA non accusino la Russia per qualsiasi cosa. L'ultima è la Merkel che dice che sono i bombardamenti russi che spingono i migranti verso l'occidente. Come se le ondate migratorie fossero cominciate un paio di mesi fa!

In compenso dimenticate immediatamente le colonne interminabili di autobotti che fanno la spola tra Siria e Turchia a portare il greggio che finanzia l'ISIS e che la Russia è stata la prima e l'unica a denunciare.

Ma certo, diamo altri miliardi alla Turchia (che ci marcia alla grande) per fermare i profughi che quelli appena stanziati sono pochi... :-(
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mercoledì 2 dicembre 2015

Il doppio gioco della Turchia

Ma sembra proprio tanto strano che la Turchia stia facendo il doppio gioco? Da un lato combatte l'Isis (bombardando però quello che fa comodo a loro) e dall'altro finanzia i terroristi comprando il petrolio che questi rubano nei Paesi dove si sono installati.

Le prove portate dalla Russia risultano credibili e difficilmente confutabili eppure gli USA le hanno subito bollate come false...

Così noi europei siamo ancora a tenere in piedi le sanzioni contro la Russia (che danneggiano praticamente solo noi stessi) e parliamo di far entrare la Turchia nell'Unione Europea... Una Turchia che sta contribuendo fattivamente a distruggerci. Fantastico davvero!
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domenica 29 marzo 2015

Visita ai rifugi della Kleine Berlin

Come molte volte accade, si visitano di più le altre città che la propria. 

E così, a 50 anni suonati, non ero mai andato a visitare la Kleine Berlin. Ma venerdì scorso ho rimediato... ;-)

La Kleine Berlin è un sistema di gallerie scavato sotto il colle di Scorcola durante l'ultimo periodo della Seconda Guerra Mondiale e servite come rifugio antiaereo.


È formato da una parte di gallerie tedesche (in blu sulla mappa) e da una parte di gallerie italiane (in rosso).

Sale nel settore tedesco
Le gallerie italiane e quelle tedesche sono collegate anche se a suo tempo il settore tedesco era riservato unicamente alle SS. 

Passaggio di comunicazione tra il settore tedesco e quello italiano
Aveva addirittura una sala con un cunicolo con scala a chiocciola che collegava direttamente l'abitazione del Comandante Globocnik con il rifugio.

Pozzo di collegamento tra l'abitazione di Globocnik ed il rifugio
Inoltre un tunnel raggiungeva sottoterra il Tribunale che a quei tempi fungeva da Centro di Comando delle SS dell'Adriatisches Küstenland.

Sezione principale del tunnel tedesco
 La parte tedesca inoltre è molto più ben rifinita con la galleria dalla volta intonacata e numerosi vani tutti protetti da uno spessore di calcestruzzo di almeno 40-50 cm.

Sale collegate al tunnel centrale del settore tedesco
Passando nella parte italiana si nota che le gallerie sono molto più rozze: la volta è di cemento a vista ed il pavimento è di terra.

Tunnel settore italiano
La parte in giallo sulla mappa era ancora in costruzione con l'ultimo pezzo scavato nella roccia viva e nemmeno cementato. Il termine del conflitto segnò anche il termine dei lavori.

Sezione del settore italiano rimasta incompleta
In complesso è un interessantissimo pezzo di storia della nostra città e vale la pena di visitarlo.

Se volete farlo sappiate che c'è una visita guidata da parte del Club Alpino Triestino ogni ultimo venerdì del mese.
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venerdì 24 ottobre 2014

Tre regole per i militanti dell'ISIS

Regola 1: le bandiere nere in genere non sono mai piaciute...

Regola 2: piantare una bandiera nera su una collinetta che non conta un cazzo non ti rende meno antipatico che se la piantassi in centro città...

Regola 3: se pianti una bandiera nera su una collinetta che non conta un cazzo almeno allontanati velocemente!

giovedì 11 settembre 2014

Masochismo europeo

L'Europa, spinta soprattutto dagli USA, continua ad aumentare la sanzioni nei riguardi della Russia per la questione ucraina.


Sanzioni che però non danneggiano minimamente il gigante sovietico il quale può contare su risorse, produzione e consumi interni e scambi con altri giganti quali la Cina.

Al contrario la stessa cosa non può dirsi per la piccola e fragile Europa. 

Rinunciare ad una bella fetta di esportazioni di prodotti finiti verso la Russia sta già creando problemi a molte aziende. Ma è soprattutto il lato importazione materie prime a risultare preoccupante.

Solo per quanto riguarda il gas, dipendiamo per il 35% dalle importazioni russe. Putin negli scorsi mesi ha stipulato contratti trentennali con la Cina e quindi non avrebbe alcun problema a chiudere i rubinetti verso l'Europa visto che non ci rimetterebbe nemmeno un rublo.

A questo punto mi chiedo perchè i nostri governanti vogliono continuare con questa politica estera non solo inefficace ma anzi totalmente dannosa nei nostri stessi confronti. Stiamo solo facendo il gioco degli americani ai quali fa comodo una Europa in crisi ed una Russia alle prese con quanti più avversari possibile...
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venerdì 10 febbraio 2012

Il Giorno del Ricordo

Da alcuni anni il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo per ricordare appunto le vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata.

Non si tratta di rinfocolare vecchi rancori ma di ricordare giustamente le tante persone innocenti morte per un assurdo odio etnico e per far si che certe cose non accadano più.


Quello che oggi mi ha colpito molto è stato l'assordante silenzio di giornali, TV e rete... Mentre per la giornata della memoria per ricordare la shoah sul Corriere ci sono state 2 settimane di rubriche di racconti e testimonianze di sopravvissuti ed in rete tutti postavano qualcosa sull'argomento, oggi nè il Corriere nè La Repubblica hanno messo neppure un trafiletto e sui social network il silenzio è quasi assoluto.

A me queste storie di morti di serie A e morti di serie B non piacciono. Se riteniamo utile ricordare gli orrori della guerra facciamolo anche quando chi ha commesso i delitti non era nazista/fascista e chi è morto non era ebreo...
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lunedì 23 gennaio 2012

Embargo europeo contro l'Iran

Assoggettandosi per l'ennesima volta alla guerrafondaia politica estera statunitense, stamattina l'Unione Europea ha deciso per l'embargo petrolifero dei 27 Paesi contro l'Iran.

E così l'Italia, dopo aver perso un bel po' di contratti petroliferi con la guerra alla Libia, ora prenderà un altra bella sberla con l'Iran. Per chi non lo sapesse l'Italia è in Europa il primo partner commerciale dell'Iran ed il secondo esportatore. Questo significa che le nostre imprese, e quindi tutta la nostra economia, ne risentirà pesantemente. Inoltre l'Iran è uno dei principali fornitori di petrolio in Europa a condizioni economiche estremamente vantaggiose.

Ed agli USA questo non va (oltre ad altri loro interessi politico/economici). E così saltano di nuovo fuori le fantomatiche "armi di distruzione di massa" come (non) ce le aveva l'Iraq. E noi europei mai in grado di esprimere una NOSTRA politica estera, mai in grado di tutelare anche i NOSTRI interessi economici, ci assoggettiamo ai dictact USA a costo di autocastrarci.

Non meravigliatevi quindi se già quest'estate troverete i carburanti oltre i 2 euro al litro, se le nostre esportazioni peggioreranno e se ci troveremo con una bella guerra dietro l'angolo. Solo che stavolta non sarà una Libia con quattro straccioni ma un paese grande, tecnologicamente avanzato e spalleggiato dalla Russia. 

Non potevamo tenerci fuori? 
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giovedì 1 dicembre 2011

La crisi di Seldon

Da appassionato lettore di Asimov, mi aveva molto colpito la "psicostoria" inventata nel ciclo della Fondazione e le sue famose "Crisi di Seldon", momenti topici che rappresentavano svolte determinanti nella storia.

Beh, la situazione attuale mi sembra proprio riflettere uno di quei momenti: 
1) la crisi finanziaria Europea e mondiale sta arrivando ad un punto decisivo (o viene trovata qualche soluzione o il sistema collassa)
2) la situazione politica internazionale è critica al massimo con il problema Iran che potrebbe innescare una guerra dai risvolti molto più complessi di qualunque guerra degli ultimi 50 anni...

Le decisioni che verranno prese nel mondo nelle prossime settimane potrebbero davvero cambiare il nostro futuro in maniera radicale...
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giovedì 23 giugno 2011

Ma cosa stiamo facendo in Libia?

E' una domanda che mi sto facendo già da tanto tempo...

I giornali inizialmente titolavano ogni giorno delle rivolte dei cittadini libici che volevano la libertà e delle repressioni di Gheddafi.

Sembrava che da un giorno all'altro il colonnello sarebbe stato mandato via a calci in culo.

Poi, pian piano la situazione è cambiata.

Son saltati fuori un sacco di libici favorevoli a Gheddafi e non si è più capito se a Tripoli infuriassero scontri con migliaia di morti oppure tutto fosse relativamente tranquillo e se i rivoltosi fossero una cospicua maggioranza oppure solo un piccolo gruppo di persone che voleva approfittare del momento per rovesciare il governo.


L'ONU comunque ha decretato una no-fly zone che Francia, Inghilterra ed USA hanno interpretato immediatamente come una autorizzazione ad iniziare una guerra contro... contro chi? Contro Gheddafi ed i suoi sostenitori? Contro la Libia? E per salvare chi?

Già nelle prime ore del 19 marzo vengono lanciati 112 missili Tomahawk e da quel momento in poi i bombardamenti si susseguiranno praticamente giornalmente.

Sono quindi passati 3 mesi e Gheddafi è ancora lì, TV e giornali non danno alcuna chiara notizia di come stia andando questa guerra, dei suoi obiettivi (non ditemi che ci vogliono 3 mesi di bombardamenti per far fuori una singola persona - Gheddafi - ) e del numero di vittime (civili e militari).

In compenso, con la scusa di portare la "democrazia", stiamo spargendo in tutta la Libia un bel po' di uranio impoverito che da anni è un componente fondamentale dei missili con conseguenze a lungo termine deleterie per tutti gli abitanti del paese. Conseguenze addirittura peggiori di quelle dei disastri nucleari di Fukushima e Chernobyl ma di questa radioattività nessuno ne vuol parlare...

E quello che mi spaventa più di tutto è che tutti in europa tacciono ed accettano come giusta questa guerra senza domandarsi perchè e per chi realmente stiamo facendo tutto questo...