Grazie alla polemica lanciata a Trieste di vietare il transito alle bici in aree pedonali (parliamo di zone che attualmente prevedono il transito sia di pedoni che di bici), mi sono reso conto dai commenti che leggo su Facebook di quanto odio ci sia da parte di una fetta di popolazione nei confronti di tutti i ciclisti.
Capisco che molti sono parecchio indisciplinati ma lo stesso si può dire dei pedoni (quanti aspettano il verde per attraversare?) e degli automobilisti (che ne fanno di tutti i colori e causano pure incidenti mortali). Ma a leggere i commenti sui Social sembra quasi che si parli di terroristi, lanciati sulle strade come kamikaze, i soli a non rispettare le regole del Codice della Strada. Che poi a Trieste di bici ne girano pochissime rispetto ad altre città italiane ed europee.
Un po' meno stress ed un po' più di rispetto reciproco non guasterebbe da parte di tutti: automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni.
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domenica 27 agosto 2017
lunedì 3 luglio 2017
Il Bianco e Nero ha ancora il suo perché
Abituati ormai ad un mondo fotografico e cinematografico pieno di colori brillanti ed effetti iperrealistici, spesso il B/N viene un po' troppo trascurato e snobbato.
Eppure molte volte, delle foto che faccio che a colori sono, tutto sommato, parecchio banali, riviste in chiave B/N, riescono a darmi qualche inaspettata emozione.
Questa foto, ad esempio, fatta durante il concerto dei Fabula a Trieste, a colori risultava poco espressiva. Con il B/N invece sono riuscito ad accentuare i particolari con un aumento della definizione e del microcontrasto. Lasciando poi la birra come unico soggetto colorato, penso di esser riuscito a rendere bene l'effetto "pausa ristoratrice" di questi artisti molto scenografici.
Ed a voi cosa piace del B/N (se vi piace)?
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Eppure molte volte, delle foto che faccio che a colori sono, tutto sommato, parecchio banali, riviste in chiave B/N, riescono a darmi qualche inaspettata emozione.
Questa foto, ad esempio, fatta durante il concerto dei Fabula a Trieste, a colori risultava poco espressiva. Con il B/N invece sono riuscito ad accentuare i particolari con un aumento della definizione e del microcontrasto. Lasciando poi la birra come unico soggetto colorato, penso di esser riuscito a rendere bene l'effetto "pausa ristoratrice" di questi artisti molto scenografici.
Ed a voi cosa piace del B/N (se vi piace)?
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mercoledì 7 giugno 2017
Niente corsa e niente bici in Porto Vecchio
Con l'apertura del Porto Vecchio dopo decenni di abbandono ed incuria, si sperava in qualcosa di positivo per la città.
Qual è invece l'ultima trovata del Comune di Trieste? Aprire al pubblico la zona più distante dalla città ma bloccare il transito su metà del percorso. E non solo alle auto che, tutto sommato, hanno già Viale Miramare per transitare. No, lo vogliono chiudere anche ai runner ed ai ciclisti!
Una scelta assurda, visti tutti i proclami dell'Amministrazione sulla mobilità sostenibile, la creazione di nuove piste ciclabili, ecc...
Creano piste ciclabili (progettate da schifo) dove non servono, mentre le strade che già esistono adatte alle bici perché prive di traffico, le chiudono! E non si sa bene nemmeno il perché...
La zona tra l'altro non è delle meglio frequentate, con molti vagabondi, profughi in attesa di asilo, spacciatori, ecc... Avere un costante passaggio di runner e ciclisti comunque garantiva una certa forma di "controllo". Togliere le persone normali da quella zona vuol dire lasciarla completamente in mano agli sbandati.
Se sono questi i grandi progetti di rivalutazione del Porto Vecchio siamo davvero a posto...
Aggiornamento: Il Sindaco, evidentemente in seguito alle numerose rimostranze dei cittadini, ha affermato che nessuno farà multe ai runner (e, spero, nemmeno ai ciclisti)... Staremo a vedere
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Qual è invece l'ultima trovata del Comune di Trieste? Aprire al pubblico la zona più distante dalla città ma bloccare il transito su metà del percorso. E non solo alle auto che, tutto sommato, hanno già Viale Miramare per transitare. No, lo vogliono chiudere anche ai runner ed ai ciclisti!
Una scelta assurda, visti tutti i proclami dell'Amministrazione sulla mobilità sostenibile, la creazione di nuove piste ciclabili, ecc...
Creano piste ciclabili (progettate da schifo) dove non servono, mentre le strade che già esistono adatte alle bici perché prive di traffico, le chiudono! E non si sa bene nemmeno il perché...
La zona tra l'altro non è delle meglio frequentate, con molti vagabondi, profughi in attesa di asilo, spacciatori, ecc... Avere un costante passaggio di runner e ciclisti comunque garantiva una certa forma di "controllo". Togliere le persone normali da quella zona vuol dire lasciarla completamente in mano agli sbandati.
Se sono questi i grandi progetti di rivalutazione del Porto Vecchio siamo davvero a posto...
Aggiornamento: Il Sindaco, evidentemente in seguito alle numerose rimostranze dei cittadini, ha affermato che nessuno farà multe ai runner (e, spero, nemmeno ai ciclisti)... Staremo a vedere
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lunedì 6 marzo 2017
Le Vie delle Foto
Nonostante fotografi da quasi 40 anni, finora non ho mai pensato di fare o di partecipare ad una vera mostra fotografica.
L'occasione è arrivata quest'anno con una bella iniziativa che già da diversi anni mette insieme locali triestini e fotografi per una grande mostra collettiva cittadina.
Così ho deciso di presentare MiniG al mondo anche al di fuori di internet...
Se volete qualche informazione in più, qui c'è l'articolo sul blog delle Vie delle Foto.
E se in aprile vorrete passare a visitare la mostra al Tea Room di Trieste mi farete molto piacere :-)
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L'occasione è arrivata quest'anno con una bella iniziativa che già da diversi anni mette insieme locali triestini e fotografi per una grande mostra collettiva cittadina.
Così ho deciso di presentare MiniG al mondo anche al di fuori di internet...
Se volete qualche informazione in più, qui c'è l'articolo sul blog delle Vie delle Foto.
E se in aprile vorrete passare a visitare la mostra al Tea Room di Trieste mi farete molto piacere :-)
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martedì 24 gennaio 2017
Come i triestini vivono la Bora
Immagino tutti avranno sentito prima o poi parlare della famosa Bora di Trieste, il particolare vento catabatico che soffia a raffiche che possono facilmente raggiungere perfino i 200 km/h.
Per i triestini, o almeno per i veri triestini, la Bora è un vento amico che, anche se causa talvolta grossi disagi, tiene anche pulita l'aria, portando via smog e umidità. E nel vento, come giocano i gabbiani, così anche molti triestini impavidi affrontano le sue raffiche perfino sul molo Audace...
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Per i triestini, o almeno per i veri triestini, la Bora è un vento amico che, anche se causa talvolta grossi disagi, tiene anche pulita l'aria, portando via smog e umidità. E nel vento, come giocano i gabbiani, così anche molti triestini impavidi affrontano le sue raffiche perfino sul molo Audace...
giovedì 22 dicembre 2016
Provvedimenti senza criterio
Il Comune di Trieste da anni spinge verso l'uso della bicicletta negli spostamenti cittadini. Un uso non propriamente semplice in una città ricca di saliscendi con pendenze anche importanti. Nonostante ciò, molte sono le piste ciclabili, spesso anche discutibili, che sono state realizzate.
Ora, lo stesso Comune, predispone un regolamento di Polizia locale che prevede la rimozione di catene e lucchetti per tutte le bici che siano fissate a qualsiasi manufatto diverso dagli appositi stalli per bici.
Da un lato sarebbe anche giusto sanzionare la sosta selvaggia di bici fissate a pali o ringhiere dove danno disturbo. Dall'altro però bisogna considerare 2 cose:
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Ora, lo stesso Comune, predispone un regolamento di Polizia locale che prevede la rimozione di catene e lucchetti per tutte le bici che siano fissate a qualsiasi manufatto diverso dagli appositi stalli per bici.Da un lato sarebbe anche giusto sanzionare la sosta selvaggia di bici fissate a pali o ringhiere dove danno disturbo. Dall'altro però bisogna considerare 2 cose:
- Non si possono rimuovere solo i sistemi di protezione lasciando il mezzo alla mercé di possibili ladri; è semplicemente assurdo. Come se alle auto in divieto di sosta, invece di fare la multa, i vigili forzassero le portiere.
- Gli stalli regolari per le bici in città si possono contare sulle dita di una mano. Praticamente inesistenti.
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martedì 13 settembre 2016
Il danno e la beffa
Tra le innumerevoli farse burocraticotecnicopolitiche del nostro Paese ecco qui l'ultima che riguarda Trieste:
Tutto nasce da un controllo sulle emissioni della ferriera che da anni è (giustamente) nel mirino di ambientalisti e tanti comuni cittadini che abitano vicino ad una struttura poco compatibile con un ambito cittadino.
Durante questi controlli è emerso che i terreni di 7 aree verdi della città risultano fortemente inquinati da sostanze potenzialmente cancerogene.
Quello che non si sa è se questo inquinamento possa venir ricondotto alla ferriera, al traffico oppure fosse già presente nei terreni di queste aree.
Per capire la fonte dell'inquinamento ora sembra ci vorranno addirittura DUE ANNI!
Due anni durante i quali la ferriera continueràad inquinare a funzionare mentre i giardini, con relative aree gioco per bambini, resteranno off limits. Non potrà venir tagliata l'erba, venir curate le piante, fatta pulizia e tolte le erbacce se non con metodi da bonifica chimico-batteriologica (e quindi sappiamo già a che degrado ulteriore andranno incontro queste zone).
In pratica città doppiamente sconfitta...
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Tutto nasce da un controllo sulle emissioni della ferriera che da anni è (giustamente) nel mirino di ambientalisti e tanti comuni cittadini che abitano vicino ad una struttura poco compatibile con un ambito cittadino.
Durante questi controlli è emerso che i terreni di 7 aree verdi della città risultano fortemente inquinati da sostanze potenzialmente cancerogene.
Quello che non si sa è se questo inquinamento possa venir ricondotto alla ferriera, al traffico oppure fosse già presente nei terreni di queste aree.
Per capire la fonte dell'inquinamento ora sembra ci vorranno addirittura DUE ANNI!
Due anni durante i quali la ferriera continuerà
In pratica città doppiamente sconfitta...
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martedì 17 maggio 2016
La Amerigo Vespucci a Trieste
L'Amerigo Vespucci è la più famosa e bella nave scuola del mondo: un magnifico veliero a 3 ponti e 3 alberi, varata nel 1931 ed appena uscita da un lungo restauro.
Partita da La Spezia, sta facendo il giro dei porti italiani in occasione del suo 85° anniversario.
A Trieste ho avuto l'occasione di salire a bordo con un gruppo di "igers": una bella visita senza fare le file chilometriche che hanno dovuto affrontare la maggior parte dei 13mila visitatori nei 4 giorni in cui ha fatto scalo in città.
Qui potete trovare ancora un po' di foto fatte in questi giorni.
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Partita da La Spezia, sta facendo il giro dei porti italiani in occasione del suo 85° anniversario.
A Trieste ho avuto l'occasione di salire a bordo con un gruppo di "igers": una bella visita senza fare le file chilometriche che hanno dovuto affrontare la maggior parte dei 13mila visitatori nei 4 giorni in cui ha fatto scalo in città.
Qui potete trovare ancora un po' di foto fatte in questi giorni.
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martedì 26 aprile 2016
In volo sulla Val Rosandra
Sempre nell'ambito del rinnovamento del mio sito sulla Val Rosandra, sto realizzando dei video con il nuovo drone Phantom 3 Advance.
Altri arriveranno nei prossimi mesi...
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giovedì 7 aprile 2016
Rinnovato il sito sulla Val Rosandra
L'avevo creato nel lontanissimo (dal punto di vista web) 1999 e, dopo tanti anni, aveva bisogno di un minimo di restyling.
Parlo del mio sito sulla Val Rosandra di Trieste, luogo bellissimo ed a me sempre molto caro.
In questi giorni ho appunto finito di riscrivere alcune parti decisamente datate (la pista ciclabile ai tempi della prima stesura non era nemmeno terminata) e di ridisegnare un po' la grafica semplificandola e modernizzandola pur mantenendo l'aspetto di fondo originario che mi piaceva.
Pur senza fare grandi numeri, è un sito che è sempre stato visitato (si trova ai primi posti su Google) e che, spero, sia servito a parecchie persone per scoprire ed amare questo piccolo fantastico angolo di paradiso a due passi dalla città.
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lunedì 9 novembre 2015
Ripresa (per il culo)
Nella mia regione continuamente vedo aziende che chiudono (alla faccia della ripresa di Renzi), però sull'autostrada Trieste-Venezia il traffico di TIR negli ultimi anni è aumentato a dismisura.
Allora non sarà forse che qui da noi chiudono tutto perchè le merci le facciamo produrre tutte nei paesi dell'est che poi ce le spediscono qui con flotte di camion?
Bella questa ripresa: peccato che riguarda solo la società autostrade ed i benzinai lungo questa arteria super congestionata...
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Allora non sarà forse che qui da noi chiudono tutto perchè le merci le facciamo produrre tutte nei paesi dell'est che poi ce le spediscono qui con flotte di camion?
Bella questa ripresa: peccato che riguarda solo la società autostrade ed i benzinai lungo questa arteria super congestionata...
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mercoledì 23 settembre 2015
Il degrado di Villa Revoltella
Già molto si è discusso in questi ultimi anni sul degrado di uno dei più bei parchi pubblici cittadini: quello del Castello di Miramare. Aiuole aride, fontane asciutte, asfalto disastrato, servizi inagibili... Una cosa assurda considerando il fatto che una delle più importanti attrazioni turistiche di Trieste.
Ma c'è pure un altro parco di cui non parla mai nessuno. Forse non è altrettanto famoso, ma é pur sempre una grossa risorsa turistica e di svago per cittadini e vacanzieri: il parco di Villa Revoltella. Una delle locations più ambite per matrimoni sia civili che religiosi visto che ospita una bella chiesa ed una villa comunale.
Purtroppo anche qui l'incuria è totale: transenne ovunque per vialetti dilavati dalle piogge dove un minimo di manutenzione corrente eviterebbe danni che con i mesi e gli anni diventano sempre più consistenti.
Certo, sappiamo tutti che sono tempi di crisi ed i Comuni fanno fatica a trovare le risorse necessarie a far funzionare tutto quanto. Ma consideriamo anche che non parliamo di grandi opere ma di una semplice manutenzione che forse ha più problemi burocratici che di reperimento risorse finanziarie.
Con tutti i giovani disoccupati che ci sono in giro (o dipendenti comunali parcheggiati a far nulla) possibile non trovarne una decina disposti a prendere un paio di vanghe e rastrelli e risistemare la ghiaia dei vialetti, strappare qualche erbaccia e tenere pulite le canalette pluviali? No, meglio trovare qualcuno che riempia il parco di transenne e divieti di accesso...
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Ma c'è pure un altro parco di cui non parla mai nessuno. Forse non è altrettanto famoso, ma é pur sempre una grossa risorsa turistica e di svago per cittadini e vacanzieri: il parco di Villa Revoltella. Una delle locations più ambite per matrimoni sia civili che religiosi visto che ospita una bella chiesa ed una villa comunale.
Purtroppo anche qui l'incuria è totale: transenne ovunque per vialetti dilavati dalle piogge dove un minimo di manutenzione corrente eviterebbe danni che con i mesi e gli anni diventano sempre più consistenti.
Certo, sappiamo tutti che sono tempi di crisi ed i Comuni fanno fatica a trovare le risorse necessarie a far funzionare tutto quanto. Ma consideriamo anche che non parliamo di grandi opere ma di una semplice manutenzione che forse ha più problemi burocratici che di reperimento risorse finanziarie.
Con tutti i giovani disoccupati che ci sono in giro (o dipendenti comunali parcheggiati a far nulla) possibile non trovarne una decina disposti a prendere un paio di vanghe e rastrelli e risistemare la ghiaia dei vialetti, strappare qualche erbaccia e tenere pulite le canalette pluviali? No, meglio trovare qualcuno che riempia il parco di transenne e divieti di accesso...
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sabato 22 agosto 2015
Ritorno alla bici
Trent'anni fa, in occasione del primo boom delle mountain bike, andavo spesso in bici e facevo regolarmente dei bei giri sul Carso e dintorni.
Poi, con la nascita delle figlie, ho abbandonato questo mezzo, sostituito da scooter e moto.
Per diversi anni ho usato la bici molto saltuariamente, solo durante le vacanze a Tarvisio tanto che l'avevo pure lasciata nella casa in montagna. Anche il fatto di avere un'auto che non poteva montare facilmente un portabici mi ha parecchio allontanato dalle 2 ruote.
Poi questa primavera, complice la rimozione di un gran numero di posti moto nella zona del mio ufficio, per poter continuare a muovermi velocemente e riuscire a pranzare a casa, mi sono comprato una city bike che ho cominciato ad usare per il tragitto casa-ufficio.
All'inizio ho considerato soprattutto una seccatura il dover usare la bici invece dello scooter ma poi, tutto sommato, non era così male tornare a pedalare un po': il tempo per fare la strada era appena un po' di più di quello impiegato con lo scooter, in compenso facevo un po' di esercizio per contrastare una vita parecchio sedentaria.
Da qui a desiderare di tornare a girare un po' per il Carso il passo è stato breve: presa una bici un po' più prestante ed ero pronto per ripartire a pedalare.
Anche dal punto di vista del trasporto della bici ho trovato un'ottima soluzione nell'utilizzo del neonato servizio di Bike-Bus per l'altopiano: due linee di autobus dove, senza dover nemmeno pagare un supplemento, è possibile portarsi a bordo la bici per raggiungere il Carso senza doversi sorbire la lunga salita in mezzo al traffico.
Sul Carso inoltre, dopo più di vent'anni che non giravo in bici, ho scoperto che, sparito il confine con la Slovenia che impediva l'utilizzo di una gran quantità di sentieri, sono fiorite un sacco di piste attrezzate: ben segnate, quasi tutte in terra battuta ben tenuta e con tutti i diversi gradi di pendenza che uno può scegliere in base ai suoi gusti ed alla sua forma fisica...
Insomma un piacevole ritorno ad una attività sportiva che mi è sempre piaciuta seppur nella forma meno agonistica e più turistica del termine.
domenica 29 marzo 2015
Visita ai rifugi della Kleine Berlin
Come molte volte accade, si visitano di più le altre città che la propria.
E così, a 50 anni suonati, non ero mai andato a visitare la Kleine Berlin. Ma venerdì scorso ho rimediato... ;-)
La Kleine Berlin è un sistema di gallerie scavato sotto il colle di Scorcola durante l'ultimo periodo della Seconda Guerra Mondiale e servite come rifugio antiaereo.
È formato da una parte di gallerie tedesche (in blu sulla mappa) e da una parte di gallerie italiane (in rosso).
Le gallerie italiane e quelle tedesche sono collegate anche se a suo tempo il settore tedesco era riservato unicamente alle SS.
Aveva addirittura una sala con un cunicolo con scala a chiocciola che collegava direttamente l'abitazione del Comandante Globocnik con il rifugio.
Inoltre un tunnel raggiungeva sottoterra il Tribunale che a quei tempi fungeva da Centro di Comando delle SS dell'Adriatisches Küstenland.
La parte tedesca inoltre è molto più ben rifinita con la galleria dalla volta intonacata e numerosi vani tutti protetti da uno spessore di calcestruzzo di almeno 40-50 cm.
Passando nella parte italiana si nota che le gallerie sono molto più rozze: la volta è di cemento a vista ed il pavimento è di terra.
La parte in giallo sulla mappa era ancora in costruzione con l'ultimo pezzo scavato nella roccia viva e nemmeno cementato. Il termine del conflitto segnò anche il termine dei lavori.
In complesso è un interessantissimo pezzo di storia della nostra città e vale la pena di visitarlo.
Se volete farlo sappiate che c'è una visita guidata da parte del Club Alpino Triestino ogni ultimo venerdì del mese.
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E così, a 50 anni suonati, non ero mai andato a visitare la Kleine Berlin. Ma venerdì scorso ho rimediato... ;-)
La Kleine Berlin è un sistema di gallerie scavato sotto il colle di Scorcola durante l'ultimo periodo della Seconda Guerra Mondiale e servite come rifugio antiaereo.
È formato da una parte di gallerie tedesche (in blu sulla mappa) e da una parte di gallerie italiane (in rosso).
| Sale nel settore tedesco |
| Passaggio di comunicazione tra il settore tedesco e quello italiano |
| Pozzo di collegamento tra l'abitazione di Globocnik ed il rifugio |
| Sezione principale del tunnel tedesco |
| Sale collegate al tunnel centrale del settore tedesco |
| Tunnel settore italiano |
| Sezione del settore italiano rimasta incompleta |
Se volete farlo sappiate che c'è una visita guidata da parte del Club Alpino Triestino ogni ultimo venerdì del mese.
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domenica 22 marzo 2015
Inaugurato l'Ex Ospedale Militare
Ogni tanto qualche progetto valido riesce ad andare in porto anche a Trieste. È il caso dell'ex ospedale militare che è stato restaurato e diventerà il futuro campus dell'Università di Trieste, in grado di ospitare in una residenza di altissimo livello, studenti e ricercatori da tutta Europa.
Venerdì è stato inaugurato e questo week-end è rimasto aperto al pubblico per chi voleva visitarlo. Purtroppo era visitabile solo l'edificio principale in quanto il retrostante edificio ad H è ancora in fase di ultimazione.
È stato interessante vedere dall'interno questo antico edificio: nel 1985 quando ero militare telescriventista al comando truppe, qui era ancora usato come ospedale militare (è stato chiuso alcuni anni dopo che mi ero congedato) ed ogni sera trasmettevo i certificati medici dei ragazzi di leva che erano ricoverati...
Trovo davvero lodevole recuperare questi antichi siti ed edifici (come è stato fatto anche con l'ex Ospedale Psichiatrico): si offrono nuovi servizi alla città senza perdere l'aspetto storico e culturale.
Il prossimo passo che mi aspetto dal Comune è che restauri l'enorme comprensorio dell'ex caserma Vittorio Emanuele III di via Rossetti: è un'area dal potenziale davvero enorme ed è un peccato vederla abbandonata da tanto tempo.
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Venerdì è stato inaugurato e questo week-end è rimasto aperto al pubblico per chi voleva visitarlo. Purtroppo era visitabile solo l'edificio principale in quanto il retrostante edificio ad H è ancora in fase di ultimazione.
È stato interessante vedere dall'interno questo antico edificio: nel 1985 quando ero militare telescriventista al comando truppe, qui era ancora usato come ospedale militare (è stato chiuso alcuni anni dopo che mi ero congedato) ed ogni sera trasmettevo i certificati medici dei ragazzi di leva che erano ricoverati...
Trovo davvero lodevole recuperare questi antichi siti ed edifici (come è stato fatto anche con l'ex Ospedale Psichiatrico): si offrono nuovi servizi alla città senza perdere l'aspetto storico e culturale.
Il prossimo passo che mi aspetto dal Comune è che restauri l'enorme comprensorio dell'ex caserma Vittorio Emanuele III di via Rossetti: è un'area dal potenziale davvero enorme ed è un peccato vederla abbandonata da tanto tempo.
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lunedì 19 gennaio 2015
Spazzatura e disagi a Trieste
Già in ottobre mi ero lamentato di come Trieste stava affrontando (male) la raccolta differenziata.
Ora sono passati un po' di mesi e quello che lamentavo è diventata una certezza: il Comune, con la scusa della differenziata e per risparmiare sulla raccolta, ha ridotto drasticamente le zone di passaggio dei camion della spazzatura.
E così, a fronte di zone ben servite e con numerose isole ecologiche, ci sono altre in cui i cittadini, pur pagando tasse per i rifiuti sempre più alte, sono costretti a percorrere giornalmente con i sacchetti già differenziati, dai 150 ai 400 metri per raggiungere i cassonetti più vicini, cassonetti che spesso si rivelano magari già completamente colmi.
Questa è la pianta della zona Viale-Giardino Tommasini e si vede subito che ci sono due aree che da ottobre non hanno più cassonetti: la zona del Viale e la zona di Via Marconi. Sono entrambe zone ad altissima densità abitativa e molti abitanti sono, come in tutta la città, anziani. Dover portare sacchi di spazzatura ogni giorno fino a dei cassonetti lontani, magari nemmeno sul proprio percorso, può essere molto disagevole. Certo, chi abita in Via Giulia sicuramente non ha di che lamentarsi ma provate a pensare di abitare a metà di Via Marconi e chiedetevi se non sareste un po' incazzati...
Mi piacerebbe che il nostro Sindaco considerasse questi disagi e magari prendesse esempio da altre città dove viene attuata con successo la raccolta porta a porta. Perchè se è giusto pretendere dai cittadini una maggior coscienza ecologica, è anche giusto che i cittadini vengano aiutati e non ostacolati in quest'opera.
P.S.: nella zona rossa del Viale, dove c'è pure il principale teatro della regione, non ci sono neppure i cestini della carta straccia.
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Ora sono passati un po' di mesi e quello che lamentavo è diventata una certezza: il Comune, con la scusa della differenziata e per risparmiare sulla raccolta, ha ridotto drasticamente le zone di passaggio dei camion della spazzatura.
E così, a fronte di zone ben servite e con numerose isole ecologiche, ci sono altre in cui i cittadini, pur pagando tasse per i rifiuti sempre più alte, sono costretti a percorrere giornalmente con i sacchetti già differenziati, dai 150 ai 400 metri per raggiungere i cassonetti più vicini, cassonetti che spesso si rivelano magari già completamente colmi.
Questa è la pianta della zona Viale-Giardino Tommasini e si vede subito che ci sono due aree che da ottobre non hanno più cassonetti: la zona del Viale e la zona di Via Marconi. Sono entrambe zone ad altissima densità abitativa e molti abitanti sono, come in tutta la città, anziani. Dover portare sacchi di spazzatura ogni giorno fino a dei cassonetti lontani, magari nemmeno sul proprio percorso, può essere molto disagevole. Certo, chi abita in Via Giulia sicuramente non ha di che lamentarsi ma provate a pensare di abitare a metà di Via Marconi e chiedetevi se non sareste un po' incazzati...
Mi piacerebbe che il nostro Sindaco considerasse questi disagi e magari prendesse esempio da altre città dove viene attuata con successo la raccolta porta a porta. Perchè se è giusto pretendere dai cittadini una maggior coscienza ecologica, è anche giusto che i cittadini vengano aiutati e non ostacolati in quest'opera.
P.S.: nella zona rossa del Viale, dove c'è pure il principale teatro della regione, non ci sono neppure i cestini della carta straccia.
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mercoledì 17 dicembre 2014
Trasporto sostenibile in città
Quando si parla di mobilità sostenibile, quasi sempre vengono tirate in ballo le bici. Certo, ottimo mezzo ecologico ma siamo realistici: non tutte le città sono adatte alle bici. Una cosa sono le piatte cittadine di pianura con spazi abbastanza aperti da poter spostare il traffico in periferia e creare belle e sicure piste ciclabili per girare in centro e un'altra sono città come Trieste (o Genova ad esempio) dove ci sono grosse pendenze e mancano gli spazi per deviare il traffico fuori dal centro cittadino.
Girare per Trieste in bici, tranne una ristrettissima area pedonale, è quasi impossibile senza rischiare la vita sfiorati dalle auto magari mentre si ondeggia a 10 km/h su per una salita del 15%...
Per rendere più fluido il traffico ed agevolare gli spostamenti in città come Trieste, l'unico mezzo (personale) davvero utile è la moto o lo scooter.
Calcolando che il 90% delle vetture ha a bordo solo il guidatore o al massimo un passeggero, possiamo vedere che nello spazio di 2 autovetture ci stanno circa 8 mezzi a due ruote.
La brutta abitudine di fermarsi con l'auto in sosta vietata che crea spesso ingorghi e disagi al traffico può venir contrasta con la creazione di parcheggi longitudinali per moto (cosa attuata con successo dal nostro Comune negli ultimi anni).
Scooter e moto, pur non avendo un motore propriamente ecologico, per trasportare tizio dal punto A al punto B della città inquinano comunque molto meno sia per la cilindrata più bassa, sia soprattutto per il tempo molto minore che impiegano per spostarsi e trovare parcheggio.
Infine i parcheggi in centro, vera croce per qualsiasi città, sono decisamente favorevoli alle moto rispetto alle auto con un rapporto di circa 5-6 a 1. Cosa notevole perchè su un tratto di strada dove parcheggiano 5 automobili possono invece starci quasi 30 scooter o moto.
Lasciamo quindi le auto ai viaggi extraurbani o per i casi in cui davvero dobbiamo portare più passeggeri o trasportare carichi pesanti/ingombranti. Per tutti gli altri spostamenti tipo casa-lavoro, lo scooter è una validissima alternativa.
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Girare per Trieste in bici, tranne una ristrettissima area pedonale, è quasi impossibile senza rischiare la vita sfiorati dalle auto magari mentre si ondeggia a 10 km/h su per una salita del 15%...
Per rendere più fluido il traffico ed agevolare gli spostamenti in città come Trieste, l'unico mezzo (personale) davvero utile è la moto o lo scooter.
Calcolando che il 90% delle vetture ha a bordo solo il guidatore o al massimo un passeggero, possiamo vedere che nello spazio di 2 autovetture ci stanno circa 8 mezzi a due ruote.
La brutta abitudine di fermarsi con l'auto in sosta vietata che crea spesso ingorghi e disagi al traffico può venir contrasta con la creazione di parcheggi longitudinali per moto (cosa attuata con successo dal nostro Comune negli ultimi anni).
Scooter e moto, pur non avendo un motore propriamente ecologico, per trasportare tizio dal punto A al punto B della città inquinano comunque molto meno sia per la cilindrata più bassa, sia soprattutto per il tempo molto minore che impiegano per spostarsi e trovare parcheggio.
Infine i parcheggi in centro, vera croce per qualsiasi città, sono decisamente favorevoli alle moto rispetto alle auto con un rapporto di circa 5-6 a 1. Cosa notevole perchè su un tratto di strada dove parcheggiano 5 automobili possono invece starci quasi 30 scooter o moto.
Lasciamo quindi le auto ai viaggi extraurbani o per i casi in cui davvero dobbiamo portare più passeggeri o trasportare carichi pesanti/ingombranti. Per tutti gli altri spostamenti tipo casa-lavoro, lo scooter è una validissima alternativa.
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domenica 14 dicembre 2014
Ma davvero tra 10 giorni è Natale?
Mancano solo 10 giorni a Natale ma qui a Trieste, nonostante siamo abbastanza a nord, la natura non sembra proprio accorgersene.
Mai come quest'anno gli alberi sono ancora pieni di foglie, e non foglie secche ma foglie ancora verdi o che appena stanno ingiallendo.
Durante una piccola passeggiata oggi ho trovato lavanda fiorita, bruscandoli e un bocciolo di narciso... Amici miei hanno trovato primule...
Un autunno particolarmente mite o davvero il clima sta cambiando radicalmente?
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Mai come quest'anno gli alberi sono ancora pieni di foglie, e non foglie secche ma foglie ancora verdi o che appena stanno ingiallendo.
Durante una piccola passeggiata oggi ho trovato lavanda fiorita, bruscandoli e un bocciolo di narciso... Amici miei hanno trovato primule...
Un autunno particolarmente mite o davvero il clima sta cambiando radicalmente?
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lunedì 13 ottobre 2014
Raccolta differenziata: Trieste, la fai male...
Come in tutto il resto del Paese e dell'Europa, anche a Trieste cresce l'obbligo di raccogliere la spazzatura in maniera differenziata.
Le modalità applicate nella nostra città però mi lasciano molto perplesso. Nella mia zona (viale pedonale con 2 assi di scorrimento veicolare, alta densità abitativa) fino ad oggi c'erano 7 aree con 2-3 cassonetti per la raccolta indifferenziata. Cassonetti che dovevano venir svuotati giornalmente.
Da domani questi 16-18 cassonetti spariranno e non verranno rimpiazzati. Tutta la spazzatura dovrà venir portata nei cassonetti della differenziata che si trovano a circa 150-200 metri in via Giulia (vedi mappa).
Io ora mi chiedo (e chiedo all'ACEGAS APS):
Per i cittadini crescono solo le spese e le incombenze. Facile per il Comune fare l'ecologico delegando tutto alla popolazione e con l'occasione in realtà diminuire il servizio offerto...
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Le modalità applicate nella nostra città però mi lasciano molto perplesso. Nella mia zona (viale pedonale con 2 assi di scorrimento veicolare, alta densità abitativa) fino ad oggi c'erano 7 aree con 2-3 cassonetti per la raccolta indifferenziata. Cassonetti che dovevano venir svuotati giornalmente.
Da domani questi 16-18 cassonetti spariranno e non verranno rimpiazzati. Tutta la spazzatura dovrà venir portata nei cassonetti della differenziata che si trovano a circa 150-200 metri in via Giulia (vedi mappa).
Io ora mi chiedo (e chiedo all'ACEGAS APS):
- perchè la gente, oltre al disturbo di differenziare la spazzatura, deve anche portarla più lontano? (consideriamo soprattutto gli anziani con difficoltà motorie)
- perchè nella nostra zona, nonostante il rincaro della tassa sui rifiuti, non è prevista la raccolta porta a porta?
- le isole ecologiche in via Giulia sono già molto utilizzate: come pensano possano assorbire la spazzatura proveniente dai 16-18 cassonetti che verranno tolti? Alle 10 di mattina saranno già colmi...
Per i cittadini crescono solo le spese e le incombenze. Facile per il Comune fare l'ecologico delegando tutto alla popolazione e con l'occasione in realtà diminuire il servizio offerto...
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sabato 12 luglio 2014
Riparte il tram di Opicina
Dopo 2 anni di fermo forzoso a causa di un deragliamento e conseguente necessità di consistenti lavori di manutenzione sulla linea, finalmente il tram di Opicina è tornato in funzione!
I timori che questo storico tram triestino, unico in Europa ad avere un tratto a funicolare, potesse venir definitivamente messo in pensione, sono stati fortunatamente fugati anche grazie alla mobilitazione di tante persone che lo considerano un autentico patrimonio della città.
E così ieri, venerdì 11 luglio, il tram nr. 2 è tornato a sferragliare sui binari anche se si è trattato solo di un viaggio inaugurale. Il servizio per il pubblico riprenderà probabilmente nei primi giorni della prossima settimana.
Qui sotto un piccolo video che ho fatto su questo primo viaggio...
Venite a Trieste che un giro su questo bel tram vi piacerà di sicuro!
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