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martedì 4 giugno 2013

Da 50 euro ad oltre 100 milioni per un sito web

E' di questi giorni la polemica innescata dal M5S circa i costi di gestione di un sito web per alcune migliaia di euro a cui risponde il blog Volere è Potare che giustamente dimostra che una gestione professionale di un sito abbia un costo che non possa ridursi a 50 euro.


Leggendo queste notizie e la polemica che ne è seguita sui principali social network mi è venuto da sorridere (un po' amaramente) pensando che si discute per alcune migliaia di euro e che tutti hanno già dimenticato lo scandalo (gestito sia dai Governi Berlusconi che dal Governo Prodi) del portale Italia.it costato una cifra iperbolica (dovrebbero essere oltre 100 milioni complessivi). Portale che, tra l'altro, ha un'utilità pari a zero.

Ma è tanto difficile valutare correttamente il costo di un lavoro senza dover cadere costantemente in eccessi al rialzo o al ribasso?
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mercoledì 14 novembre 2012

I milioni che spariscono

Sentiamo ogni giorno che tagliano le spese per la sanità, che non ci sono soldi per la scuola, che dovremo andare in pensione sempre più tardi, che le tasse aumenteranno, che la crescita del debito pubblico non si arresta...

Se vi chiedete dove vanno a finire i soldi delle nostre tasse la risposta è semplice: nei videopoker!

Ebbene sì, mentre la gran parte della gente è costretta a tirare la cinghia, ci sono politici che, senza alcun problema ed alcun controllo, prelevano soldi dalle casse regionali o dalle casse del partito e se li giocano alle slot machine...

Ben due notizie simili in due giorni (parliamo di milioni distratti, non di noccioline) mi fanno pensare che, se questi "prelievi" sono andati avanti per anni, chissà quanti sono ancora in atto... Ed anche se non tutti sono così deficienti da buttarli nei videopoker, restano comunque soldi rubati dalle nostre tasche!
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martedì 25 ottobre 2011

Piccoli e grandi sprechi

La nostra società è proprio una società sprecona. Mille sono gli esempi quotidiani ma ultimamente uno mi ha colpito in particolare: il brodo in brick.


Da 150 anni esistono i concentrati granulari o in dado per fare il brodo. Non voglio discutere se siano buoni e salutari o no. Semplicemente esistono e la gente li consuma.

Un dado di 10 gr fornisce 1/2 litro di brodo. Quindi se per rifornire una catena di supermercati di una città di dadi da brodo usiamo un camion, per rifornire la stessa catena di supermercati con l'equivalente in brick di brodo già pronto serviranno 50 camion. In più ci troveremo con una quantità enorme di imballaggi vuoti da smaltire (1 brick da 1 lt vs 2 cartine che avvolgevano i dadi ed un pezzetto di cartone).

Non lo chiamerei "progresso" questo, no?
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